Reiki - Origini - A cosa serve

 

La parola REIKI è formata dall’unione dei due simboli giapponesi Rei, Energia Universale e Ki, Energia Individuale.

Le sue origini sono legate a Mikao Usui, monaco cristiano, che ne introdusse la pratica in Giappone dal 1920. Dopo lunghi anni di ricerche, Usui scoprì, in un monastero Zen, antichissimi Sutra: testi riportanti gli insegnamenti del Buddha.


Dopo lunghi studi, molte delusioni e incertezze arrivò finalmente a scoprire il Segreto della Guarigione, che egli chiamò Reiki.
Inizialmente conosciuto e applicato come terapia solo in Giappone, alla fine degli anni ‘40 il Reiki si diffuse, prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo, tanto da contare oggi oltre 20.000.000 di praticanti.


Il Reiki ha come punto di riferimento la persona e non la malattia, agendo sulle cause e non sugli effetti, stimolando l’autoguarigione.

Reiki è anche un percorso di crescita spirituale in quanto lavora a livello fisico, emozionale, mentale e spirituale. Attraverso la pratica del Reiki siamo in grado si evolvere noi stessi e, attraverso noi, quelli che ci circondano.


L’operatore Reiki è in grado di convogliare l’energia universale e di trasmetterla attraverso le proprie mani.
Questa energia opera direttamente sull’individuo trattato, riequilibrando e attivando tutto l'organismo.

 

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